in pattumiera finiscono: frutta fresca, verdura e pane fresco. La nostra Regione è sul podio, insieme a Lazio e Lombardia come regione italiana che spreca più cibo.
Written by Greta Russo — 4B Luigi di Savoia
La società in cui viviamo è permeata da un consumismo sfrenato che si traduce nell’acquisto di beni, ma anche di servizi, in quantità maggiore rispetto al reale fabbisogno. Nessuno è escluso o meglio è difficile non esserne coinvolti. Siamo bombardati, in TV, sugli smartphone e sui social di messaggi e pubblicità a volte espliciti altre volte meno che ci convincono ad acquistare prodotti di ogni genere. Non si compera più per una reale necessità ma solo per soddisfare un desiderio futile e momentaneo. Chi tra noi non ha mai sentito l’impulso irrefrenabile di acquistare vestiti e scarpe anche se non se ne aveva effettiva necessità, ma anche creme, smartphone nuovi e persino il cibo: frigoriferi stracolmi di alimenti che spesso si rovinano e vanno anche buttati.
Conseguenza inevitabile di questo malcostume diffuso è lo SPRECO di risorse, di beni preziosi (si pensi all’acqua e al suolo) di alimenti, di materie prime… ma soprattutto l’impatto negativo che i rifiuti e l’accumulo di essi hanno sull’ambiente in cui viviamo e sulla nostra salute. Si pensi che oltre 3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno viene sprecato, vestiti invenduti di marchi celebri finiscono in discariche che vengono chiamate “cimiteri della moda”: ci sono abiti ancora con etichette attaccate. Le ripercussioni su ambiente, economia e società sono considerevoli: sprechi alimentari che causano il 16% delle emissioni di gas a effetto serra; perdita di 132 miliardi di EURO per gli sprechi alimentari; quasi 33 milioni di persone nell’UE non riescono ad consumare un pasto completo mentre si buttano tonnellate di cibo; falde acquifere inquinate da scarichi industriali, oceani e mari stracolmi di plastica.
Anche la nostra amata regione Abruzzo conosciuta come “ Regione Verde d’Europa” è coinvolta dal problema del consumismo e dello spreco e da tutto ciò che ad esso è collegato.
L’ Abruzzo risulta spesso ai vertici delle classifiche regionali per spreco alimentare domestico (ogni cittadino getta in media oltre 600 grammi di cibo a settimana) che risulta essere particolarmente elevato nei periodi delle feste: si è calcolato che oltre 120 euro pro capite di cibo viene buttato soprattutto durante le feste natalizie. Tra gli alimenti più gettati nei rifiuti ci sono frutta fresca, verdura e pane fresco. La nostra Regione è sul podio, insieme a Lazio e Lombardia come regione italiana che spreca più cibo.
Non meno rilevante è il fenomeno in crescita delle spese per l’abbigliamento e le calzature di bassa qualità che hanno registrato aumenti percentuali superiori rispetto alla media nazionale.
In aumento anche l’acquisto di oggetti di arredamento per scopi puramente estetici sostituendo mobili e suppellettili ancora funzionali che vanno ad aumentare la quantità di rifiuti prodotti dal nostro Paese.
L’apertura di Centri Commerciali (Megalò, Centauro, Porto Allegro, Centro Commerciale Pescara Nord etc) hanno contribuito ad accentuare il fenomeno del consumismo sfrenato e di conseguenza l’ aumento di rifiuti di ogni genere.
In Abruzzo il fenomeno del consumismo e dello spreco ha contribuito all’aumento di rifiuti e di inquinamento soprattutto nelle aree urbane e nelle zone turistiche. Cassonetti della nettezza urbana sono stracolmi di rifiuti di ogni genere e lungo il litorale sono stati raccolti una quantità impressionante di bottiglie di plastica, giochi di bambini, materassini lasciati abbandonati, reti in polipropilene e tanto altro.
Sempre più spesso si parla di inquinamento delle falde acquifere: oltre il 40% delle acque sotterranee è a rischio a causa degli scarichi agricoli, industriali (sito di Bussi) e depurazione insufficiente.
Cosa stanno facendo le istituzioni presenti sul territorio abruzzese per cercare di arginare questo fenomeno?
Contro lo spreco alimentare e la produzione di rifiuti è stato istituito Il BANCO ALIMENTARE ABRUZZO a cui aderiscono anche molte scuole del nostro territorio con studenti volontari. Il Banco Alimentare si occupa di raccogliere le eccedenze da supermercati, aziende e mense per ridistribuirle a enti caritatevoli. APP anti spreco come Too Good To Go in città come L’Aquila recuperano cibo non vendutio in ristoranti e negozi. Green Food Week promuove una l’ alimentazione sostenibile nelle mense universitarie valorizzando i prodotti locali.
E’ stato approvato di recente un Piano Regionale Rifiuti che mira alla riduzione dei rifiuti e all’aumento della raccolta differenziata. Sono stati inoltre finanziati, nel 2025, 12,3 milioni di euro per 21 centri di raccolta differenziata e infrastrutture per il riciclo. La L.R. 30 dicembre 2020, n.45 incentiva inoltre il riuso, la riparazione e la riduzione dei rifiuti alla fonte.
Numerose sono le iniziative legate al Consumo Consapevole e Mobilità e attraverso gli sportelli di Adiconsum Abruzzo che promuove informazione su economia circolare (si basa su condivisione, riparazione, ricondizionamento e riciclo) e acquisti sostenibili; incentivi per acquisto di abbonamenti annuali al trasporto pubblico; campagne per educare i cittadini alla riduzione della plastica e all’uso più responsabile delle risorse idriche.
L’attenzione e la consapevolezza dell’agire comune, la collaborazione tra istituzioni, enti e cittadini mostra come si sia diventati sempre più sensibili al problema della tutela dell’ambiente.
Consumerism and Waste

The society we live in is permeated by rampant consumerism, which translates into the purchase of goods—but also services—in quantities greater than actual needs. No one is excluded, or rather, it is difficult not to be involved. We are constantly bombarded—on TV, on our smartphones, and on social media—with messages and advertisements, sometimes explicit and sometimes more subtle, that persuade us to buy products of all kinds. People no longer buy out of real necessity, but simply to satisfy a fleeting and superficial desire. Who among us has never felt the irresistible urge to buy clothes and shoes even without any real need, as well as creams, new smartphones, and even food? Refrigerators are often overflowing with food that ends up spoiling and being thrown away.

An inevitable consequence of this widespread bad habit is the WASTE of resources, valuable goods (such as water and soil), food, and raw materials—but above all the negative impact that waste and its accumulation have on the environment we live in and on our health. It is estimated that over 3 billion tons of food are wasted every year; unsold clothing from famous brands (e.g. Zara) ends up in landfills known as “fashion graveyards,” where garments can still be found with their tags attached. The repercussions on the environment, economy, and society are considerable: food waste accounts for 16% of greenhouse gas emissions; there is a loss of 132 billion euros due to food waste; nearly 33 million people in the EU cannot afford a full meal while tons of food are thrown away; groundwater is polluted by industrial discharges; and oceans and seas are overflowing with plastic.

Even our beloved region of Abruzzo, known as the “Green Region of Europe,” is affected by the problem of consumerism and waste, along with everything connected to it.

Abruzzo often ranks at the top of regional classifications for household food waste (each citizen throws away on average more than 600 grams of food per week), which becomes particularly high during holiday periods. It has been estimated that more than 120 euros per person worth of food is thrown away, especially during the Christmas holidays. Among the most commonly discarded foods are fresh fruit, vegetables, and bread. Our region is on the podium, together with Lazio and Lombardy, as one of the Italian regions that waste the most food.

No less significant is the growing phenomenon of spending on low-quality clothing and footwear, which has recorded percentage increases higher than the national average.

There has also been an increase in the purchase of furniture and decorative items for purely aesthetic purposes, replacing still-functional furnishings and household items, which contributes to the growing amount of waste produced in our country.

The opening of shopping centers (Megalò, Centauro, Porto Allegro, Centro Commerciale Pescara Nord, etc.) has contributed to intensifying the phenomenon of rampant consumerism and, consequently, the increase in all types of waste.

In Abruzzo, consumerism and waste have contributed to rising levels of pollution and waste production, especially in urban areas and tourist zones. Public waste bins are overflowing with all kinds of rubbish, and along the coastline an impressive quantity of plastic bottles, children’s toys, abandoned inflatables, polypropylene nets, and much more has been collected.

There is also increasing concern about groundwater pollution: over 40% of underground water is at risk due to agricultural and industrial discharges (such as the Bussi site) and insufficient wastewater treatment.

What are the institutions in the Abruzzo region doing to try to curb this phenomenon?

To combat food waste and waste production, the Banco Alimentare Abruzzo has been established, with participation from many schools in the region and student volunteers. The Food Bank collects surplus food from supermarkets, companies, and canteens and redistributes it to charitable organizations. Anti-waste apps such as Too Good To Go, in cities like L’Aquila, help recover unsold food from restaurants and shops. The Green Food Week promotes sustainable eating in university canteens by enhancing local products.

A Regional Waste Plan has recently been approved, aiming to reduce waste and increase recycling rates. In 2025, 12.3 million euros were also allocated to fund 21 recycling collection centers and infrastructure for recycling. Regional Law no. 45 of December 30, 2020, also promotes reuse, repair, and the reduction of waste at its source.

There are numerous initiatives related to conscious consumption and mobility, including those promoted by Adiconsum Abruzzo, which provides information on the circular economy (based on sharing, repairing, refurbishing, and recycling) and sustainable purchasing; incentives for annual public transport subscriptions; and campaigns to educate citizens about reducing plastic use and adopting more responsible water consumption.

The growing attention and awareness of collective action, along with collaboration between institutions, organizations, and citizens, show that people are becoming increasingly sensitive to the issue of environmental protection.

Location

Chieti