La società in cui viviamo è permeata da un consumismo sfrenato che si traduce nell’acquisto di beni, ma anche di servizi, in quantità maggiore rispetto al reale fabbisogno. Nessuno è escluso o meglio è difficile non esserne coinvolti. Siamo bombardati, in TV, sugli smartphone e sui social di messaggi e pubblicità a volte espliciti altre volte meno che ci convincono ad acquistare prodotti di ogni genere. Non si compera più per una reale necessità ma solo per soddisfare un desiderio futile e momentaneo. Chi tra noi non ha mai sentito l’impulso irrefrenabile di acquistare vestiti e scarpe anche se non se ne aveva effettiva necessità, ma anche creme, smartphone nuovi e persino il cibo: frigoriferi stracolmi di alimenti che spesso si rovinano e vanno anche buttati.
Conseguenza inevitabile di questo malcostume diffuso è lo SPRECO di risorse, di beni preziosi (si pensi all’acqua e al suolo) di alimenti, di materie prime… ma soprattutto l’impatto negativo che i rifiuti e l’accumulo di essi hanno sull’ambiente in cui viviamo e sulla nostra salute. Si pensi che oltre 3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno viene sprecato, vestiti invenduti di marchi celebri finiscono in discariche che vengono chiamate “cimiteri della moda”: ci sono abiti ancora con etichette attaccate. Le ripercussioni su ambiente, economia e società sono considerevoli: sprechi alimentari che causano il 16% delle emissioni di gas a effetto serra; perdita di 132 miliardi di EURO per gli sprechi alimentari; quasi 33 milioni di persone nell’UE non riescono ad consumare un pasto completo mentre si buttano tonnellate di cibo; falde acquifere inquinate da scarichi industriali, oceani e mari stracolmi di plastica.
Anche la nostra amata regione Abruzzo conosciuta come “ Regione Verde d’Europa” è coinvolta dal problema del consumismo e dello spreco e da tutto ciò che ad esso è collegato.
L’ Abruzzo risulta spesso ai vertici delle classifiche regionali per spreco alimentare domestico (ogni cittadino getta in media oltre 600 grammi di cibo a settimana) che risulta essere particolarmente elevato nei periodi delle feste: si è calcolato che oltre 120 euro pro capite di cibo viene buttato soprattutto durante le feste natalizie. Tra gli alimenti più gettati nei rifiuti ci sono frutta fresca, verdura e pane fresco. La nostra Regione è sul podio, insieme a Lazio e Lombardia come regione italiana che spreca più cibo.
Non meno rilevante è il fenomeno in crescita delle spese per l’abbigliamento e le calzature di bassa qualità che hanno registrato aumenti percentuali superiori rispetto alla media nazionale.
In aumento anche l’acquisto di oggetti di arredamento per scopi puramente estetici sostituendo mobili e suppellettili ancora funzionali che vanno ad aumentare la quantità di rifiuti prodotti dal nostro Paese.
L’apertura di Centri Commerciali (Megalò, Centauro, Porto Allegro, Centro Commerciale Pescara Nord etc) hanno contribuito ad accentuare il fenomeno del consumismo sfrenato e di conseguenza l’ aumento di rifiuti di ogni genere.
In Abruzzo il fenomeno del consumismo e dello spreco ha contribuito all’aumento di rifiuti e di inquinamento soprattutto nelle aree urbane e nelle zone turistiche. Cassonetti della nettezza urbana sono stracolmi di rifiuti di ogni genere e lungo il litorale sono stati raccolti una quantità impressionante di bottiglie di plastica, giochi di bambini, materassini lasciati abbandonati, reti in polipropilene e tanto altro.
Sempre più spesso si parla di inquinamento delle falde acquifere: oltre il 40% delle acque sotterranee è a rischio a causa degli scarichi agricoli, industriali (sito di Bussi) e depurazione insufficiente.
Cosa stanno facendo le istituzioni presenti sul territorio abruzzese per cercare di arginare questo fenomeno?
Contro lo spreco alimentare e la produzione di rifiuti è stato istituito Il BANCO ALIMENTARE ABRUZZO a cui aderiscono anche molte scuole del nostro territorio con studenti volontari. Il Banco Alimentare si occupa di raccogliere le eccedenze da supermercati, aziende e mense per ridistribuirle a enti caritatevoli. APP anti spreco come Too Good To Go in città come L’Aquila recuperano cibo non vendutio in ristoranti e negozi. Green Food Week promuove una l’ alimentazione sostenibile nelle mense universitarie valorizzando i prodotti locali.
E’ stato approvato di recente un Piano Regionale Rifiuti che mira alla riduzione dei rifiuti e all’aumento della raccolta differenziata. Sono stati inoltre finanziati, nel 2025, 12,3 milioni di euro per 21 centri di raccolta differenziata e infrastrutture per il riciclo. La L.R. 30 dicembre 2020, n.45 incentiva inoltre il riuso, la riparazione e la riduzione dei rifiuti alla fonte.
Numerose sono le iniziative legate al Consumo Consapevole e Mobilità e attraverso gli sportelli di Adiconsum Abruzzo che promuove informazione su economia circolare (si basa su condivisione, riparazione, ricondizionamento e riciclo) e acquisti sostenibili; incentivi per acquisto di abbonamenti annuali al trasporto pubblico; campagne per educare i cittadini alla riduzione della plastica e all’uso più responsabile delle risorse idriche.
L’attenzione e la consapevolezza dell’agire comune, la collaborazione tra istituzioni, enti e cittadini mostra come si sia diventati sempre più sensibili al problema della tutela dell’ambiente.
Conseguenza inevitabile di questo malcostume diffuso è lo SPRECO di risorse, di beni preziosi (si pensi all’acqua e al suolo) di alimenti, di materie prime… ma soprattutto l’impatto negativo che i rifiuti e l’accumulo di essi hanno sull’ambiente in cui viviamo e sulla nostra salute. Si pensi che oltre 3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno viene sprecato, vestiti invenduti di marchi celebri finiscono in discariche che vengono chiamate “cimiteri della moda”: ci sono abiti ancora con etichette attaccate. Le ripercussioni su ambiente, economia e società sono considerevoli: sprechi alimentari che causano il 16% delle emissioni di gas a effetto serra; perdita di 132 miliardi di EURO per gli sprechi alimentari; quasi 33 milioni di persone nell’UE non riescono ad consumare un pasto completo mentre si buttano tonnellate di cibo; falde acquifere inquinate da scarichi industriali, oceani e mari stracolmi di plastica.
Anche la nostra amata regione Abruzzo conosciuta come “ Regione Verde d’Europa” è coinvolta dal problema del consumismo e dello spreco e da tutto ciò che ad esso è collegato.
L’ Abruzzo risulta spesso ai vertici delle classifiche regionali per spreco alimentare domestico (ogni cittadino getta in media oltre 600 grammi di cibo a settimana) che risulta essere particolarmente elevato nei periodi delle feste: si è calcolato che oltre 120 euro pro capite di cibo viene buttato soprattutto durante le feste natalizie. Tra gli alimenti più gettati nei rifiuti ci sono frutta fresca, verdura e pane fresco. La nostra Regione è sul podio, insieme a Lazio e Lombardia come regione italiana che spreca più cibo.
Non meno rilevante è il fenomeno in crescita delle spese per l’abbigliamento e le calzature di bassa qualità che hanno registrato aumenti percentuali superiori rispetto alla media nazionale.
In aumento anche l’acquisto di oggetti di arredamento per scopi puramente estetici sostituendo mobili e suppellettili ancora funzionali che vanno ad aumentare la quantità di rifiuti prodotti dal nostro Paese.
L’apertura di Centri Commerciali (Megalò, Centauro, Porto Allegro, Centro Commerciale Pescara Nord etc) hanno contribuito ad accentuare il fenomeno del consumismo sfrenato e di conseguenza l’ aumento di rifiuti di ogni genere.
In Abruzzo il fenomeno del consumismo e dello spreco ha contribuito all’aumento di rifiuti e di inquinamento soprattutto nelle aree urbane e nelle zone turistiche. Cassonetti della nettezza urbana sono stracolmi di rifiuti di ogni genere e lungo il litorale sono stati raccolti una quantità impressionante di bottiglie di plastica, giochi di bambini, materassini lasciati abbandonati, reti in polipropilene e tanto altro.
Sempre più spesso si parla di inquinamento delle falde acquifere: oltre il 40% delle acque sotterranee è a rischio a causa degli scarichi agricoli, industriali (sito di Bussi) e depurazione insufficiente.
Cosa stanno facendo le istituzioni presenti sul territorio abruzzese per cercare di arginare questo fenomeno?
Contro lo spreco alimentare e la produzione di rifiuti è stato istituito Il BANCO ALIMENTARE ABRUZZO a cui aderiscono anche molte scuole del nostro territorio con studenti volontari. Il Banco Alimentare si occupa di raccogliere le eccedenze da supermercati, aziende e mense per ridistribuirle a enti caritatevoli. APP anti spreco come Too Good To Go in città come L’Aquila recuperano cibo non vendutio in ristoranti e negozi. Green Food Week promuove una l’ alimentazione sostenibile nelle mense universitarie valorizzando i prodotti locali.
E’ stato approvato di recente un Piano Regionale Rifiuti che mira alla riduzione dei rifiuti e all’aumento della raccolta differenziata. Sono stati inoltre finanziati, nel 2025, 12,3 milioni di euro per 21 centri di raccolta differenziata e infrastrutture per il riciclo. La L.R. 30 dicembre 2020, n.45 incentiva inoltre il riuso, la riparazione e la riduzione dei rifiuti alla fonte.
Numerose sono le iniziative legate al Consumo Consapevole e Mobilità e attraverso gli sportelli di Adiconsum Abruzzo che promuove informazione su economia circolare (si basa su condivisione, riparazione, ricondizionamento e riciclo) e acquisti sostenibili; incentivi per acquisto di abbonamenti annuali al trasporto pubblico; campagne per educare i cittadini alla riduzione della plastica e all’uso più responsabile delle risorse idriche.
L’attenzione e la consapevolezza dell’agire comune, la collaborazione tra istituzioni, enti e cittadini mostra come si sia diventati sempre più sensibili al problema della tutela dell’ambiente.
Consumerism and Waste
Location
Chieti









