
Il rombo dei motori, la tensione prima del via, la velocità che si percepisce a ogni passaggio in pista. Per decenni il motorsport è stato il simbolo della massima espressione tecnologica… ma anche dell’impatto ambientale. Oggi, però, questa immagine sta cambiando. La sfida
della sostenibilità è arrivata anche nel mondo delle corse, trasformandolo in uno dei principali laboratori di innovazione per il futuro della mobilità. Il mondo dei motori si trova quindi davanti a una svolta storica. La sostenibilità non è più un’opzione, ma una necessità. Le innovazioni sviluppate nelle competizioni stanno già influenzando le auto di tutti giorni, contribuendo a costruire una mobilità più moderna, efficiente e rispettosa dell’ambiente.
Oggi il motorsport non è più solo spettacolo. È ricerca, sperimentazione e futuro. La velocità resta protagonista, ma cambia il modo in cui viene raggiunta: non più soltanto potenza, ma anche intelligenza tecnologica e responsabilità ambientale.
Ed è proprio qui che si gioca la sfida più importante del nostro tempo. Anche a livello locale, il motorsport sta evolvendo verso modelli più sostenibili. In Abruzzo esistono realtà importanti che dimostrano come sia possibile coniugare passione per i motori e rispetto per l’ambiente. Il Circuito Internazionale d’Abruzzo di Ortona, ad esempio, ospita gare di moto, kart e auto ed è un punto di riferimento per il motorsport regionale, dove si stanno diffondendo pratiche più attente alla gestione dell’energia e dei rifiuti durante gli eventi. Accanto alle piste, anche le competizioni su strada mantengono viva la tradizione, come il Rally Adriatico e le numerose manifestazioni di enduro e motorally, che
negli ultimi anni stanno cercando di ridurre il proprio impatto ambientale attraverso una maggiore attenzione all’organizzazione, alla raccolta differenziata e alla tutela del territorio attraversato dalle gare. L’Abruzzo ha inoltre una lunga tradizione nel motorsport: già nel Novecento ospitava la celebre Coppa Acerbo, una delle competizioni automobilistiche su strada più importanti e impegnative dell’epoca. Il tracciato, lungo tra i 24 e i 26 chilometri, si sviluppava tra la costa di Pescara e le colline interne, mettendo a dura prova piloti e vetture. Dopo la Seconda guerra mondiale, la gara cambiò nome per motivi storici e politici, diventando Circuito di Pescara, e in alcuni anni fu conosciuta anche come Gran Premio di Pescara o 12 Ore di Pescara, a seconda del formato della competizione.
Nel 1957 il circuito entrò nella storia diventando sede di una gara valida per il Campionato del Mondo di Formula 1: ancora oggi detiene il record del circuito più lungo mai utilizzato nella storia della Formula 1. Con il passare degli anni, però, le crescenti velocità e i problemi di sicurezza portarono alla fine della competizione nel 1961.
Oggi, iniziative come “Velocità Verde” rappresentano l’evoluzione moderna di questa tradizione. Il progetto promuove un motorsport più sostenibile attraverso l’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale, la riduzione delle emissioni e una gestione più attenta dei rifiuti durante gli eventi. Inoltre, punta a sensibilizzare il pubblico sui temi ambientali e a rendere le manifestazioni sportive più compatibili con il territorio, dimostrando che innovazione e sostenibilità possono convivere anche nel mondo dei motori.
Alla base di questo cambiamento c’è una trasformazione più ampia che coinvolge tutto il settore automobilistico. In Europa, le politiche ambientali puntano alla riduzione drastica delle emissioni di CO₂, con obiettivi ambiziosi come quelli del programma Fit for 55 e lo stop ai motori a combustione interna entro il 2035. In questo contesto si stanno affermando veicoli elettrici, ibridi e carburanti alternativi, pensati per ridurre
l’inquinamento senza compromettere le prestazioni.
Le auto elettriche rappresentano una delle soluzioni più diffuse, grazie all’assenza di emissioni dirette durante l’utilizzo. Tuttavia,
la loro sostenibilità non è totale: la produzione delle batterie al litio e il loro smaltimento comportano ancora un impatto ambientale significativo. Per questo motivo, il futuro della mobilità non si basa su una sola tecnologia, ma su un insieme di soluzioni che comprendono energia rinnovabile, economia circolare e nuovi sistemi di riciclo Anche il mondo delle auto sportive, tradizionalmente legato ai motori termici, sta affrontando questa transizione. Le grandi case automobilistiche stanno investendo in innovazione per mantenere alte prestazioni riducendo al tempo stesso le emissioni. Accanto all’elettrificazione si stanno sviluppando i carburanti sintetici, o e-fuel, prodotti con energia rinnovabile e capaci di alimentare i motori tradizionali in modo più sostenibile. L’obiettivo non è rinunciare alla velocità, ma ridefinirla.
In questo scenario, il motorsport assume un ruolo centrale. La Formula 1, pur essendo uno degli sport più impattanti, ha avviato un percorso concreto di riduzione delle emissioni. Una stagione può generare oltre 200mila tonnellate di CO₂, ma negli ultimi anni si è registrato un calo
significativo, nonostante l’aumento delle gare e del pubblico. Il traguardo è chiaro: raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030.
Per farlo, la F1 sta rivoluzionando i propri sistemi. Dal 2026 entreranno in pista motori ibridi di nuova generazione alimentati da carburanti sostenibili al 100%, derivati da biomassa o rifiuti. Allo stesso tempo si stanno diffondendo biocarburanti avanzati e soluzioni logistiche più efficienti, come l’uso di camion alimentati a carburanti alternativi e una migliore organizzazione del calendario per ridurre gli spostamenti.
Anche i materiali delle monoposto evolvono, con l’introduzione di componenti a basso impatto ambientale e sistemi di
riciclo sempre più avanzati. Non meno importante è la trasformazione degli eventi. I circuiti stanno investendo in energia rinnovabile, con pannelli solari e sistemi di produzione elettrica sostenibile
capaci di alimentare intere aree del paddock. In alcuni Gran Premi europei sono stati introdotti impianti condivisi che riducono drasticamente le emissioni, mentre sono state eliminate molte plastiche monouso e migliorati i sistemi di raccolta e riciclo. Se la Formula 1 rappresenta l’evoluzione dei motori tradizionali, la Formula E incarna invece il futuro elettrico. Il campionato, basato su monoposto completamente elettriche, è stato progettato fin dall’inizio con un’attenzione particolare alla sostenibilità. È oggi il primo sport motoristico a ottenere la certificazione B Corp, segno di un impegno concreto non solo ambientale ma anche sociale. Inoltre, la Formula E ha raggiunto la neutralità carbonica, dimostrando che è possibile unire prestazioni e responsabilità ambientale.
Anche dal punto di vista tecnico il progresso è evidente: le nuove monoposto saranno sempre più efficienti e realizzate con materiali riciclati, confermando il ruolo della Formula E come modello per l’intero settore automobilistico. La MotoGP, infine, sta seguendo una strada simile. Il campionato ha avviato un programma di sostenibilità che punta su innovazione e riduzione dell’impatto ambientale. Il cambiamento più importante riguarda i carburanti: si è passati a miscele sempre più sostenibili, con l’obiettivo di arrivare al 100% di carburanti non fossili
entro il 2027. Parallelamente, sono state introdotte certificazioni internazionali per la gestione sostenibile degli eventi, dimostrando un impegno concreto che va oltre la pista.
Motorsport and Sustainability
The roar of engines, the tension before the start, the speed felt with every lap on the track. For decades, motorsport has been the symbol of the highest expression of technology… but also of environmental impact. Today, however, this image is changing. The challenge of sustainability has reached the world of racing as well, transforming it into one of the main laboratories of innovation for the future of mobility. At the heart of this change lies a broader transformation involving the entire automotive sector. In Europe, environmental policies aim at a drastic reduction in CO₂ emissions, with ambitious goals such as those of the Fit for 55 program and the ban on internal combustion engines by 2035. In this context, electric, hybrid, and alternative-fuel vehicles are emerging, designed to reduce pollution without compromising performance. Electric cars represent one of the most widespread solutions, thanks to the absence of direct emissions during use. However, their sustainability is not total: the production of lithium batteries and their disposal still involve a significant environmental impact. For this reason, the future of mobility is not based on a single technology, but on a combination of solutions that include renewable energy, circular economy, and new recycling systems. Even the world of sports cars, traditionally linked to combustion engines, is facing this transition. Major car manufacturers are investing in innovation to maintain high performance while reducing emissions. Alongside electrification, synthetic fuels, or e-fuels, are being developed—produced using renewable energy and capable of powering traditional engines in a more sustainable way. The goal is not to give up speed, but to redefine it. In this scenario, motorsport takes on a central role. Formula 1, despite being one of the most impactful sports, has started a concrete path toward reducing emissions. A single season can generate over 200,000 tons of CO₂, but in recent years there has been a significant decrease, despite the increase in races and audience. The goal is clear: to achieve carbon neutrality by 2030. To do so, F1 is revolutionizing its systems. From 2026, a new generation of hybrid engines powered by 100% sustainable fuels derived from biomass or waste will take to the track. At the same time, advanced biofuels and more efficient logistical solutions are spreading, such as the use of trucks powered by alternative fuels and better calendar organization to reduce travel. The materials used in single-seaters are also evolving, with the introduction of low-impact components and increasingly advanced recycling systems. The transformation of events is no less important. Circuits are investing in renewable energy, with solar panels and sustainable electricity production systems capable of powering entire paddock areas. In some European Grands Prix, shared facilities have been introduced that drastically reduce emissions, while many single-use plastics have been eliminated and waste collection and recycling systems improved. If Formula 1 represents the evolution of traditional engines, Formula E embodies the electric future. The championship, based on fully electric single-seaters, was designed from the start with a strong focus on sustainability. It is now the first motorsport to obtain B Corp certification, a sign of concrete commitment not only environmentally but also socially. Furthermore, Formula E has achieved carbon neutrality, demonstrating that performance and environmental responsibility can coexist. From a technical perspective as well, progress is evident: new single-seaters will be increasingly efficient and made with recycled materials, confirming Formula E’s role as a model for the entire automotive sector. MotoGP, finally, is following a similar path. The championship has launched a sustainability program focused on innovation and reducing environmental impact. The most important change concerns fuels: there has been a shift toward increasingly sustainable blends, with the goal of reaching 100% non-fossil fuels by 2027. At the same time, international certifications for sustainable event management have been introduced, demonstrating a concrete commitment that goes beyond the track. The world of motors is therefore facing a historic turning point. Sustainability is no longer an option, but a necessity. The innovations developed in competitions are already influencing everyday cars, helping to build a more modern, efficient, and environmentally friendly mobility. Today, motorsport is no longer just entertainment. It is research, experimentation, and future. Speed remains the protagonist, but the way it is achieved is changing: no longer just power, but also technological intelligence and environmental responsibility. And it is precisely here that the most important challenge of our time is being played out. At the local level as well, motorsport is evolving toward more sustainable models. In Abruzzo, there are important realities that demonstrate how it is possible to combine a passion for engines with respect for the environment. The International Circuit of Abruzzo in Ortona, for example, hosts motorcycle, kart, and car races and is a reference point for regional motorsport, where more careful practices in energy and waste management during events are spreading. Alongside racetracks, road competitions also keep tradition alive, such as the Rally Adriatico and numerous enduro and motorally events, which in recent years have been trying to reduce their environmental impact through better organization, waste separation, and protection of the territories crossed by the races. Abruzzo also has a long motorsport tradition: already in the 20th century it hosted the famous Coppa Acerbo, one of the most important and demanding road racing competitions of its time. The track, between 24 and 26 kilometers long, stretched between the coast of Pescara and the inland hills, putting both drivers and cars to the test. After the Second World War, the race changed its name for historical and political reasons, becoming the Pescara Circuit, and in some years it was also known as the Pescara Grand Prix or the 12 Hours of Pescara, depending on the competition format. In 1957, the circuit made history by hosting a race valid for the Formula 1 World Championship: it still holds the record as the longest circuit ever used in Formula 1 history. Over the years, however, increasing speeds and safety issues led to the end of the competition in 1961. Today, initiatives such as “Velocità Verde” represent the modern evolution of this tradition. The project promotes more sustainable motorsport through the use of low-impact vehicles, emission reduction, and more careful waste management during events. It also aims to raise public awareness of environmental issues and make sporting events more compatible with the territory, demonstrating that innovation and sustainability can coexist even in the world of motors.
Location
Chieti









