
“Memoria & Ambiente Zoli 4.0: Hortus Hatriae” un progetto di rigenerazione urbana, culturale e ambientale che ha restituito alla comunità il giardino interno di Palazzo Tascini-De Galitiis-De Albentiis, sede del Museo Archeologico di Atri. Lo spazio è stato interamente trasformato in un percorso museale all’aperto e in un laboratorio permanente di educazione ambientale, dove storia, archeologia, botanica e tecnologie digitali dialogano tra loro.
Protagonisti del progetto sono stati gli studenti dell’I.I.S. “Adone Zoli” di Atri, appartenenti agli indirizzi Tecnico Agrario e Meccatronica, affiancati dai docenti, dal Comune di Atri, dalla Fondazione Tercas, dall’Oasi WWF Calanchi di Atri, dall’Archeoclub “Pino Zanni Ulisse” e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province de L’Aquila e Teramo.
Gli studenti dell’indirizzo agrario si sono occupati della ricostruzione storico-paesaggistica e della selezione delle essenze vegetali, mentre quelli di Meccatronica hanno relaizzato rilievi CAD e 3D, sistemi digitali interattivi e QR Code che consentono ai visitatori di approfondire la conoscenza delle specie presenti.
Il progetto si è sviluppato nel corso dell’anno scolastico appena concluso attraverso diverse fasi di formazione, ricerca, intervento pratico e restituzione pubblica. L’inaugurazione finale lo scorso venerdì 5 giugno ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso che ha visto gli studenti impegnati in attività concrete di cittadinanza attiva e Service Learning.
L’obiettivo è stato dunque duplice, da un lato valorizzare un bene storico poco conosciuto e dall’altro promuovere una nuova idea di sostenibilità che integri ambiente, cultura, innovazione e inclusione sociale.
Il percorso botanico ripercorre le diverse epoche storiche della città, dal periodo italico e romano fino al Medioevo, al Rinascimento e all’Ottocento. Ogni pianta racconta una parte della storia di Atri attraverso pannelli multilingue, QR Code e supporti accessibili anche alle persone con disabilità visive grazie all’integrazione del Braille.
Particolarmente significativa è stata la scelta di affidare la narrazione agli studenti stessi: chi visita il giardino può ascoltare le loro voci che raccontano caratteristiche, curiosità e utilizzi delle essenze botaniche, creando una connessione autentica tra patrimonio e comunità.
Hortus Hatriae è a tutti gli effetti un esempio concreto di come la scuola possa diventare motore di trasformazione del territorio. Il progetto sviluppa competenze chiave europee quali cittadinanza attiva, imprenditorialità, competenze digitali, multilinguismo, consapevolezza culturale e competenze STEM.
Attraverso attività di ricerca archeologica e archeobotanica, gestione del verde, progettazione tecnica e comunicazione digitale, gli studenti sperimentano un apprendimento autentico, mettendo le proprie conoscenze al servizio della collettività.
Il risultato finale non è soltanto un giardino restaurato, ma un nuovo spazio pubblico accessibile, inclusivo e sostenibile, capace di raccontare la storia di Atri attraverso il linguaggio universale della natura.
Urban Regeneration and Sustainability
Hortus Hatriae: when school regenerates the city
Students from the “Adone Zoli” Institute transform the garden of the Archaeological Museum of Atri into an accessible, sustainable, and digital archeo-botanical itinerary, blending historical memory, biodiversity, and innovation.
By Danilo Croce, class 4F, Zoli Atri
“Memoria & Ambiente Zoli 4.0: Hortus Hatriae” is an urban, cultural, and environmental regeneration project that has restored the internal garden of Palazzo Tascini-De Galitiis-De Albentiis, home of the Archaeological Museum of Atri, to the community. The space has been entirely transformed into an open-air museum itinerary and a permanent environmental education laboratory, where history, archaeology, botany, and digital technologies converse with one another.
The main participants in the project were the students of the I.I.S. “Adone Zoli” of Atri, from the Agricultural Technical and Mechatronics programs. They were supported by their teachers, the Municipality of Atri, the Tercas Foundation, the WWF Calanchi di Atri Oasis, the “Pino Zanni Ulisse” Archeoclub, and the Superintendency of Archaeology, Fine Arts, and Landscape for the provinces of L’Aquila and Teramo.
Students from the agricultural program took care of the historical-landscape reconstruction and the selection of plant species, while the Mechatronics students carried out CAD and 3D surveys, and developed interactive digital systems and QR Codes that allow visitors to deepen their knowledge of the present species.
The project developed over the course of the recently concluded school year through various phases of training, research, practical intervention, and public presentation. The final inauguration last Friday, June 5th, marked the conclusion of a journey that saw students engaged in concrete activities of active citizenship and Service Learning.
The objective was therefore twofold: on one hand, to enhance a little-known historical asset, and on the other, to promote a new idea of sustainability that integrates the environment, culture, innovation, and social inclusion.
The botanical path traces the different historical eras of the city, from the Italic and Roman periods up to the Middle Ages, the Renaissance, and the nineteenth century. Each plant tells a part of Atri’s history through multilingual panels, QR Codes, and materials accessible to visually impaired people thanks to the integration of Braille.
Particularly significant was the choice to entrust the narration to the students themselves: visitors to the garden can listen to their voices describing characteristics, interesting facts, and uses of the botanical species, creating an authentic connection between heritage and the community.
Hortus Hatriae is, to all intents and purposes, a concrete example of how a school can become a driving force for regional transformation. The project develops key European competences such as active citizenship, entrepreneurship, digital skills, multilingualism, cultural awareness, and STEM skills.
Through archaeological and archaeobotanical research activities, green space management, technical design, and digital communication, students experience authentic learning, putting their knowledge at the service of the community.
The final result is not just a restored garden, but a new accessible, inclusive, and sustainable public space, capable of telling the story of Atri through the universal language of nature.









