Tra attenzione all’ambiente e marketing ingannevole, cresce l’interesse per la cosmesi biologica
Written by Giorgia Di Giovanni — 4b Luigi Di Savoia

Negli ultimi anni la cosmesi eco-bio ha conquistato sempre più spazio nel mercato e nelle abitudini dei consumatori, soprattutto tra i giovani. Ma dietro questa crescente popolarità si nasconde una domanda importante: si tratta davvero di una scelta più sostenibile o solo di una moda alimentata dal marketing?

I cosmetici eco-bio si distinguono per l’utilizzo di ingredienti naturali o di origine vegetale, spesso provenienti da agricoltura biologica. A differenza della cosmesi tradizionale, evitano sostanze derivate dal petrolio e privilegiano materie prime rinnovabili e biodegradabili, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e rispettare maggiormente la pelle.

Il termine “eco” indica proprio questa attenzione all’ambiente: i prodotti devono essere facilmente biodegradabili, realizzati con processi sostenibili e confezionati con materiali riciclabili o ridotti al minimo. Il termine “bio”, invece, fa riferimento alla qualità delle materie prime, che devono provenire da coltivazioni senza pesticidi chimici, fertilizzanti artificiali o organismi geneticamente modificati.

In Italia, la diffusione della cosmesi eco-bio ha avuto un punto di svolta nel 2002, quando sono stati introdotti i primi disciplinari ufficiali da parte di associazioni come AIAB. Da allora il settore è cresciuto molto, diventando una vera alternativa alla cosmesi tradizionale. Un esempio significativo arriva dall’Abruzzo, dove nel Parco Nazionale della Majella, in particolare a Pacentro, operano realtà locali che producono biocosmetici utilizzando estratti di piante spontanee officinali e acqua di sorgente del territorio. Queste aziende puntano su filiere corte, sostenibilità e valorizzazione della biodiversità locale, dimostrando come la cosmesi eco-bio possa essere anche un’opportunità di sviluppo per le aree interne.

Tuttavia, non è tutto così semplice. Uno dei problemi principali è il cosiddetto “greenwashing”, cioè la tendenza di alcune aziende a presentare i propri prodotti come naturali o biologici senza che lo siano realmente. Parole come “green”, “naturale” o “a base di erbe” non garantiscono nulla, perché non sono regolamentate in modo preciso. Per questo motivo è fondamentale verificare la presenza di certificazioni affidabili, come quelle rilasciate da enti indipendenti (AIAB, COSMOS, NATRUE), che assicurano controlli rigorosi su ingredienti e processi produttivi.

Un altro aspetto importante è la lettura dell’INCI, ovvero la lista degli ingredienti. Anche se può sembrare complicata, permette di capire la composizione reale del prodotto. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità e quelli naturali, soprattutto vegetali, sono spesso indicati in latino. Saper leggere l’INCI aiuta non solo a riconoscere un cosmetico eco-bio, ma anche a evitare sostanze potenzialmente irritanti o allergeniche.

Va anche chiarito che un cosmetico eco-bio non è quasi mai naturale al 100%. Per garantire sicurezza e durata del prodotto, possono essere presenti piccole quantità di sostanze sintetiche, purché considerate sicure dagli enti certificatori. Questo dimostra come la cosmesi eco-bio cerchi un equilibrio tra naturalità ed efficacia.

Infine, oltre agli ingredienti, anche il packaging ha un ruolo fondamentale. I prodotti eco-bio puntano a ridurre gli imballaggi e a utilizzare materiali riciclabili o provenienti da fonti rinnovabili, contribuendo così a diminuire l’inquinamento.

Negli ultimi anni, però, la crescita della cosmesi eco-bio è stata favorita anche dallo sviluppo dell’e-commerce e del marketing digitale. Sempre più aziende scelgono di vendere i propri prodotti online, creando veri e propri negozi digitali. In questo contesto, non basta offrire un prodotto “bio”: è fondamentale comunicare in modo chiaro i valori dell’azienda, come la sostenibilità, la qualità degli ingredienti e il rispetto per l’ambiente.

Le aziende utilizzano diverse strategie di marketing per promuovere i cosmetici biologici: dai social media, dove mostrano i prodotti e interagiscono con i clienti, fino agli influencer che li pubblicizzano. Un ruolo importante è svolto anche dai contenuti informativi, come articoli o blog, che spiegano i benefici dei prodotti e aiutano a costruire fiducia nei consumatori. Infatti, chi acquista cosmetici bio è spesso più attento e vuole essere informato prima di comprare.

Inoltre, nei siti di e-commerce bio le descrizioni dei prodotti sono molto dettagliate: vengono spiegati gli ingredienti, la loro origine e i metodi di produzione. Questo perché la trasparenza è uno degli elementi più importanti per convincere il cliente e distinguersi dalla concorrenza.

Natural Cosmetics: Truth and Strategies
Between environmental awareness and misleading marketing, interest in organic cosmetics is growing

In recent years, eco-bio cosmetics have gained more and more space in the market and in consumers’ habits, especially among young people. But behind this growing popularity lies an important question: is it really a more sustainable choice or just a trend driven by marketing?

Eco-bio cosmetics are distinguished by the use of natural or plant-based ingredients, often coming from organic farming. Unlike traditional cosmetics, they avoid petroleum-derived substances and favor renewable and biodegradable raw materials, with the aim of reducing environmental impact and being more respectful of the skin.

The term “eco” refers precisely to this attention to the environment: products must be easily biodegradable, made with sustainable processes, and packaged with recyclable materials or reduced to a minimum. The term “bio”, instead, refers to the quality of the raw materials, which must come from crops without chemical pesticides, artificial fertilizers, or genetically modified organisms.

In Italy, the spread of eco-bio cosmetics had a turning point in 2002, when the first official guidelines were introduced by associations such as AIAB. Since then, the sector has grown a lot, becoming a real alternative to traditional cosmetics. An important example comes from Abruzzo, where in the Majella National Park, particularly in Pacentro, local companies produce biocosmetics using extracts from spontaneous medicinal plants and local spring water. These companies focus on short supply chains, sustainability, and enhancement of local biodiversity, showing how eco-bio cosmetics can also be an opportunity for development in inland areas.

However, it is not all that simple. One of the main problems is so-called “greenwashing”, that is, the tendency of some companies to present their products as natural or organic without them truly being so. Words like “green”, “natural”, or “herb-based” do not guarantee anything, because they are not precisely regulated. For this reason, it is essential to check for reliable certifications, such as those issued by independent bodies (AIAB, COSMOS, NATRUE), which ensure strict controls on ingredients and production processes.

Another important aspect is reading the INCI, that is, the ingredient list. Although it may seem complicated, it allows you to understand the real composition of the product. Ingredients are listed in descending order of quantity, and natural ones, especially plant-based, are often indicated in Latin. Knowing how to read the INCI helps not only to recognize an eco-bio cosmetic, but also to avoid potentially irritating or allergenic substances.

It should also be clarified that an eco-bio cosmetic is almost never 100% natural. To ensure safety and product durability, small amounts of synthetic substances may be present, as long as they are considered safe by certification bodies. This shows how eco-bio cosmetics try to find a balance between naturalness and effectiveness.

Finally, beyond ingredients, packaging also plays a fundamental role. Eco-bio products aim to reduce packaging and use recyclable materials or materials from renewable sources, thus helping to reduce pollution.

In recent years, however, the growth of eco-bio cosmetics has also been driven by the development of e-commerce and digital marketing. More and more companies choose to sell their products online, creating real digital stores. In this context, it is not enough to offer a “bio” product: it is essential to clearly communicate the company’s values, such as sustainability, ingredient quality, and respect for the environment.

Companies use different marketing strategies to promote organic cosmetics: from social media, where they show products and interact with customers, to influencers who advertise them. An important role is also played by informative content, such as articles or blogs, which explain the benefits of the products and help build trust in consumers. In fact, those who buy organic cosmetics are often more attentive and want to be informed before purchasing.

Moreover, on bio e-commerce websites, product descriptions are very detailed: ingredients, their origin, and production methods are explained. This is because transparency is one of the most important elements to convince customers and stand out from the competition.

Fonti:
AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica)
ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale)
COSMOS-standard.org

Location

Chieti