Persi milioni di ovini in Abruzzo nelle zone interne a rischio spopolamento
Written by Antoniana Alosio
Professor Nunzio Marcelli con gli studenti del Patini-Liberatore

L’allarme del professor Nunzio Marcelli agli studenti dell’IIS Patini Liberatore di Roccaraso: persi milioni di capi ovini in Abruzzo

«Ho paura che la mia sia l’ultima generazione che abita queste zone». È un grido d’allarme, quello lanciato dal professor Nunzio Marcelli, presidente del Consorzio di tutela dell’Agnello del Centro Italia IGP, nel corso di un incontro con gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Patini–Liberatore” di Roccaraso. Protagonisti della giornata sono stati gli studenti della classe IV A Cucina dell’indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera, coinvolti in un’attività che ha trasformato la scuola in un vero laboratorio esperienziale. Dalla preparazione dei piatti all’organizzazione del servizio, ogni fase è stata gestita direttamente dagli studenti, chiamati a mettere in campo competenze, responsabilità e spirito di iniziativa. Un’esperienza concreta che ha dato piena attuazione all’Unità di Apprendimento “Riconnettersi con la natura e proteggerla”, dimostrando come la didattica possa uscire dai confini dell’aula per diventare pratica viva. Al centro dell’incontro, l’intervento del professor Marcelli, che ha guidato gli studenti in un viaggio attraverso la storia millenaria della pastorizia nel Centro Italia.Dall’epoca romana fino ai giorni nostri, l’allevamento ovino ha rappresentato un pilastro economico, ma anche un elemento fondamentale per la tutela del paesaggio, della biodiversità e della coesione sociale. Marcelli ha ricordato come località come Pescocostanzo e Roccaraso abbiano conosciuto, tra Seicento e Settecento, un periodo di grande prosperità proprio grazie alla pastorizia, diventando centri vivaci di arte e cultura. Recuperare oggi queste tradizioni significa restituire valore a un patrimonio che non è solo economico, ma anche identitario. Un passaggio centrale del suo intervento è stato dedicato alla transumanza, pratica antica basata sullo spostamento stagionale delle greggi lungo i tratturi, oggi riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Non si tratta solo di una tecnica produttiva, ma di un sistema di vita che ha modellato nei secoli il territorio e le comunità dell’Abruzzo. Accanto al valore della tradizione, Marcelli ha evidenziato le criticità attuali del settore. I numeri parlano chiaro: dai circa 4 milioni di capi ovini dell’Ottocento si è passati agli attuali 100mila.Un calo drastico che incide anche sulla filiera produttiva: basti pensare che per soddisfare la richiesta di arrosticini servono circa 700mila capi l’anno, oggi in gran parte importati. Da qui la necessità di un cambio di rotta: riaprire le stalle abbandonate, creare una filiera strutturata e protetta, favorire la collaborazione tra allevatori e investire in innovazione tecnologica, come l’uso di droni e microchip per la gestione delle greggi. «Basterebbe tornare a fare i pastori», ha sottolineato, «per creare tra i 4 e i 5mila posti di lavoro». L’allarme di Marcelli si inserisce in un quadro più ampio: quello dello spopolamento delle aree interne, territori fragili ma ricchi di risorse, che rischiano di scomparire senza un ricambio generazionale e senza politiche adeguate.In questo scenario, la scuola può giocare un ruolo decisivo, diventando ponte tra giovani e territorio, tra formazione e opportunità.

“We May Be the Last Generation Living Here”

Professor Nunzio Marcelli’s warning to GREEN TOUR students

“I am afraid mine will be the last generation living in these areas.”
This powerful statement by Professor Nunzio Marcelli, President of the Consortium for the Protection of Central Italy IGP Lamb, set the tone for a meaningful encounter with students at the “Patini–Liberatore” Higher Education Institute in Roccaraso. Students from Class IV A of the Enogastronomy and Hospitality programme took center stage in a day that transformed the school into a real experiential laboratory.From food preparation to service management, students were actively involved in every phase, putting their skills and talents into practice. The activity was part of the learning unit “Reconnecting with Nature and Protecting It” and demonstrated how education can go beyond classroom boundaries. At the heart of the event was Marcelli’s lecture, offering a journey through the long history of sheep farming in Central Italy.From Roman times to today, pastoralism has played a crucial role not only economically but also in preserving landscapes, biodiversity, and social cohesion. He recalled how towns such as Pescocostanzo and Roccaraso flourished between the 17th and 18th centuries thanks to pastoral activities, becoming important cultural and economic centers. Reviving these traditions today means restoring value to a deeply rooted heritage.

Transhumance: a heritage to protect

A key focus of his speech was transhumance, the seasonal movement of flocks along ancient routes known as tratturi, now recognized by UNESCO as Intangible Cultural Heritage.

More than a farming practice, it represents a way of life that has shaped the identity of Abruzzo for centuries.

A sector in decline

Alongside its value, Marcelli highlighted the sector’s critical condition. Sheep numbers have dropped dramatically—from around 4 million in the 19th century to just 100,000 today.

This decline also affects production: about 700,000 sheep are needed annually to meet the demand for traditional arrosticini, many of which are now imported.

Marcelli called for concrete action: reopening abandoned farms, creating structured supply chains, encouraging cooperation among farmers, and investing in innovation such as drones and microchips.

“Simply returning to pastoralism,” he said, “could create between 4,000 and 5,000 jobs.”

Depopulation and the future of inner areas

His warning also touched on the broader issue of depopulation in inner areas—fragile territories rich in potential but increasingly at risk.

In this context, schools can play a crucial role by connecting young people with their local environment and future opportunities.